La creatività è un dono?

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A volte succede che in casa (proprio quando ti servono) spariscano all’improvviso tutte le gomme da cancellare e un certo numero di graffette. E dopo qualche ora le ritrovi in formato famiglia sulla mensola del camino. Oppure sei di corsa e hai assolutamente bisogno di chiudere un pacco e non trovi neanche un centimetro di scotch, un grammo di colla o almeno un elastico, perché sono stati usati tutti per costruire una potente auto “adesiva” ben nascosta in una libreria di casa poco frequentata.

A quel punto ti trovi dinnanzi a un incrocio: o smonti quelle creazioni per finire in tempo il lavoro che stai facendo oppure permetti loro di rimanere integre e di entrare a far parte del tuo panorama domestico. Nel primo caso sacrifichi l’estro per seguire la tua tabella di marcia, nel secondo… Esci di casa, vai nella cartoleria d’angolo a fare scorte (che terrai in parte sotto chiave) e crei così le condizioni per sostenereimg_4891 meglio che puoi l’intraprendenza creativa dei tuoi bambini. A essere onesti non mi riesce sempre di prendere quest’ultima, di strada, soprattutto quando stanno per arrivare amici a pranzo e la sala sembra più una barricata da occupazione studentesca che il living-room di una studiosa di interior design.

Negli anni passati a fare ricerche sulla psicologia della creatività e a insegnare ad adulti e bambini come svilupparla e portarla nella vita quotidiana, mi sono resa conto che sono sostanzialmente tre gli aspetti che ne definiscono la natura: il primo è che la creatività è davvero un “dono”, e vedremo perché, ma sopra ogni altra cosa è una dotazione di base inscritta nel patrimonio genetico di tutti, senza distinzioni. Il secondo è che le predisposizioni interiori in termini di consapevolezza, coraggio, focalizzazione e passione faranno la differenza nell’esaltarla o limitarla. E infine che il contesto familiare, scolastico, professionale e sociale avrà lungo tutto l’arco della vita un peso determinante nel suo sviluppo e nella sua manifestazione concreta. Anche a 100 anni.

Per questo in casa, nell’incrocio di cui parlavo sopra, cerco di prendere più che posso la via del caos creativo… anche se in certi momenti è tutto fuorché facile! Soprattutto quando sei fatta a modo tuo, un po’ strano, e il disordine fuori ti si insinua nel cervello scompigliando i pensieri oltre che la possibilità di leggere tranquillamente due pagine sul divano.

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Creatività è una parola molto usata (forse troppo), ma non ancora compresa del tutto. Nella vita di ogni giorno la usano le aziende per motivare il personale, i centri commerciali o il web per vendere cose o servizi, le istituzioni culturali per attirare bambini e ragazzi verso le proprie iniziative. Sul versante opposto, al contrario, la creatività viene idealizzata come prerogativa di poche menti privilegiate come artisti, designer, inventori, pubblicitari…

Nulla di sbagliato in queste attribuzioni, in un verso e nell’altro; è solo l’orizzonte che è limitato. Se accettiamo l’idea che la creatività sia innanzitutto un’espressione di energia psichica vitale – che porta gli esseri umani a pensare, immaginare e poi a dare una forma a quell’idea o a quella visione – non possiamo confinarla in un settore o nell’altro, in un individuo sì e nell’altro no. Quella linfa vitale è in tutti noi, ogni giorno da mattina a sera. La usiamo per colorare le nostre giornate di tinte brillanti o cupe mentre parliamo con le persone (attraverso le parole che scegliamo); ci guida nella scelta/non scelta degli abiti, del cibo, della gestione del tempo. Ci ispira quando compriamo un mobile o un semplice oggetto fra mille, quando scegliamo un film o un libro. Non c’è pensiero o atto quotidiano che possa essere disgiunto dal concetto di creatività. Ogni cosa che pensiamo, immaginiamo e poi facciamo è un atto creativo. Al lavoro e a scuola, in famiglia e con gli amici, nel privato e nel sociale… Ovunque!

Nella sezione Heart dedicata allo spirito creativo abbiamo iniziato ad analizzare la sua natura, i suoi orizzonti più ampi e presto approfondiremo il tema per capire quali sono gli atteggiamenti interiori e i contesti ideali per usare questo nostro dono innato al meglio. Prenderemo in esame le esperienze di persone che hanno fatto dell’approccio creativo alle cose e agli eventi uno stile di vita; entreremo fra le pieghe più nascoste dei processi interni e delle influenze esterne che possono bloccare o dispiegare il nostro naturale flusso creativo. E commenteremo insieme tanti esempi, tantissime immagini di creatività in azione.

Per ora… buon lunedì!

💙 Alba


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