Il potere dell’intuizione

IMG_8436Conclusa la pausa estiva, riprendiamo oggi il filo delle nostre riflessioni sulla realtà dei processi creativi con il racconto di un’esperienza di visita che ha lasciato in noi un notevole segno. Nell’affascinante cornice di Palazzo Fortuny a Venezia è allestita, a nostro avviso, una delle mostre più interessanti e suggestive fra quelle proposte in laguna in occasione della Biennale Arte 2017: INTUITION.

Magistralmente curata dalla Fondazione Axel & May Vervoordt e da Daniela Ferretti (direttore del Museo), la mostra esplora il tema dell’intuizione a tutto campo: dall’importanza del sogno nella vita di ciascuno di noi alla complessa capacità di affidarsi al proprio sentire, dalla meditazione come strumento per affinare l’intuito e disperdere il rumore dei pensieri indotti dall’esterno alla creatività intesa come spirito generativo innato nell’essere umano.

Il percorso si snoda su più piani e coinvolge tutti i sensi, il cuore, gli occhi, la mente, lo spirito… come sempre accade negli allestimenti curati da Axel Vervoordt. Il grande designer belga, collezionista di arte antica e contemporanea, coniuga il proprio sapere e la propria inclinazione verso la bellezza di ogni tempo con l’estetica orientale, la semplicità, l’essenza; e costruisce installazioni/momenti (spazi e tempo) in cui ci si immerge totalmente, anima e corpo, e in cui si è chiamati a interagire con l’opera.

La grande installazione site-specific partecipativa Archive of Mind, creata dall’artista Kimsooja, cresce e muta di giorno in giorno. I visitatori sono invitati a prendere un poco di argilla fra le tonalità disponibili, a manipolarla delicatamente sulle note della performance sonora Unfolding Sphere (2016) e a porre la propria “creazione” su un grande tavolo di legno. In uno stato di quieto rilassamento ciascuno realizza la propria sfera, delle dimensioni e della sfumatura che più desidera e, così facendo, lascia traccia del proprio passaggio alla mostra.

Lungo i tre piani della mostra sono state accostate opere del passato e della contemporaneità, testimonianze di geografie, generazioni e culture diverse per indagare tutto ciò che ruota attorno al concetto di intuizione. Un concetto astratto difficilmente circoscrivibile e intimamente connesso a regni poco esplorati che sfiorano tutto ciò che consideriamo al limite della norma o semplicemente fuori dall’ordinario: la comunicazione telepatica, il lampo di genio improvviso, il sogno lucido, la visione, la fantasia paranormale, gli stati alterati di coscienza, il disegno automatico.

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Axel Vervoordt così definisce l’intuizione: la capacità di acquisire conoscenze senza prove, evidenze o ragionamenti coscienti: una sensazione che guida una persona a agire in un certo modo, senza comprendere appieno perché. L’intuizione è un senso che esce dalla totale libertà, essendo uno con l’energia cosmica.

È l’inizio e la fine.

E’ un viaggio affascinante quello proposto dai curatori: dai totem del mondo sciamanico all’iconografia religiosa che indaga il tema dell’illuminazione (Annunciazione e Pentecoste), dalle opere classiche a quelle moderne di Kandinsky, Paul Klee, Hilma af Klint che esplorano quelle tappe dei processi creativi che hanno dato vita all’arte astratta. E poi Lucio Fontana, Joseph Beuys, Man Ray, Joan Mirò, i cadavres exquis di André Breton fino ad artisti contemporanei del calibro di Marina Abramović e Anish Kapoor: un dialogo stupefacente fra artisti del presente e opere del passato sull’origine dell’atto creativo.

Palazzo Fortuny è la sede ideale per tracciare una mappa di avvicinamento ad un concetto universale, come quello della creazione, su cui ci interroghiamo da sempre. Qui le tracce dello scorrere del tempo su muri, legni, stoffe… divengono esse stesse “opere” e simbolo del genio creativo che scorre, si consuma e si tramanda nei secoli. Il buio che inonda lo spazio permette alla luce delle opere e del loro messaggio di risplendere, di manifestarsi in tutta la loro bellezza. Le cortine di stoffe pesanti che dividono lo spazio, come se fosse un labirinto, obbligano le persone a procedere nella visita in uno stato di raccoglimento e quieto silenzio (anche mentale).

IMG_8387Una delle opere più suggestive in mostra – che più ha catturato i nostri occhi, la mente e tutti i sensi restanti insieme – è la grande installazione The Beginning and the end di El Anatsui (nella foto accanto). Questo artista africano è famoso per i suoi meravigliosi arazzi creati con materiali di recupero (lattine di alluminio, creta, tessuto, legno, multicolori tappi corona, schiacciati e cuciti assieme), ispirati dalla ricchezza dei tessuti Kente e dagli abiti da cerimonia Nyekor. L’opera presente in mostra è di grandissime dimensioni e attraverso l’uso sapiente delle luci crea bagliori sorprendenti, un’atmosfera magica.

La mostra si concluderà il prossimo 26 novembre e, assieme al fascino essenziale e minimalista del Palazzo, merita assolutamente una visita.

 

Felice autunno!

💙 Alba


2 risposte a "Il potere dell’intuizione"

  1. La descrizione e’ così reale che ci immerge all’istante nell’affascinante cornice di Palazzo Fortuny a Venezia!!!Felice autunno!!!!

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