Come dentro, così fuori

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Le facciate delle case, gli ingressi o le finestre – come qualsiasi altra struttura di separazione fra il dentro e il fuori – sono elementi che raccontano in modo inequivocabile chi siamo e che cosa pensiamo della vita, come ci relazioniamo con il mondo e quanta apertura o chiusura esprimiamo nei suoi confronti. Attraverso lo spunto dato da un piccolo tour fotografico nel sud della California, proviamo oggi a riflettere insieme su questo dettaglio specifico dell’interdipendenza esistente fra casa e psiche.

Quello che salta agli occhi all’istante fra le vie di questa regione è la scarsità – almeno nella maggioranza dei casi – di chiusure e cancellate di protezione. I vialetti pubblici sono spesso tutt’uno con i giardini privati e trasmettono un senso di stretta connessione fra vita personale e collettiva che disorienta non poco il nostro modo di concepire la relazione fra dimensione quotidiana pubblica e privata. Abituati a proteggere i nostri giardini e le nostre case da sguardi indiscreti e intrusioni pericolose, sia in città che altrove, rimaniamo colpiti dalla sicurezza (almeno apparente) e dall’apertura al mondo che trasmettono ingressi e facciate strutturati in questo modo. Le stanze ad ampie vetrate che si affacciano su viali pubblici, in particolare di sera e senza schermature date da tende o siepi, permettono a chiunque di vedere chi siamo e come ci muoviamo anche nella nostra vita privata. Può essere semplice per chi non ha paura a mostrarsi esattamente come è, sia in famiglia che in pubblico, ma può risultare molto faticoso (emotivamente parlando) a chi tende a non esprimere totalmente la propria identità per timore di giudizi o interferenze.

Se percepisco il mondo là fuori come una minaccia alla mia sicurezza fisica o alla espressione della mia identità, cercherò (consapevolmente o meno) di creare una barriera di protezione che limiti o impedisca il più possibile un contatto anche solo visivo con chi vive o passa là fuori. Il confine fra discrezione e understatement, fuga e paura, esibizionismo o sana espressione di sé, bisogno di intimità o protezione, ecc… è estremamente labile e sfuggente. Dipende da numerosi fattori come l’educazione, la cultura di appartenenza, l’età, il genere, lo status sociale, lo stato di salute. Ciascuno di noi elabora in maniera del tutto personale gli input ricevuti nel corso di una vita, per poi manifestarli concretamente nella scelta della struttura della propria casa.

Se scegliamo una casa che non risponde esattamente al nostro stato interiore, per motivi economici od obbligati da circostanze esterne come legami familiari/impegni lavorativi, non ci sentiremo là dentro totalmente in pace e liberi. Si attiveranno dentro di noi strategie di conservazione, protezione e reazione che vanno dalla resistenza passiva a forme di disagio e conflitto più o meno accentuato. Tuttavia non c’è sempre bisogno di cambiare casa, se percepiamo che qualcosa non torna in termini di rispondenza fra il dentro e il fuori; nel corso di una vita cambiamo in modo del tutto naturale così tante volte che dovremmo essere sempre con la valigia in mano per adattare la nostra identità in perenne evoluzione alle strutture che la contengono.

In una casa che cambia e vive in naturale simbiosi con noi – oltre che con la disposizione o la scelta di mobili in maggiore sintonia con chi siamo – possiamo giocare con la vegetazione interna/esterna per creare aperture o chiusure adeguate al nostro stare bene; possiamo usare materiali come legno, metallo o specchi per creare quinte scenografiche e schermature mobili che ci permettano di mostrarci o proteggerci da sguardi inopportuni a seconda delle necessità, sia dentro che fuori casa. I tendaggi possono aiutare molto, così come sculture o fonti luminose opportunamente disposte. Alla fin fine però ciò che importa davvero è:

  • riconoscere l’esistenza di una intima correlazione fra casa e interiorità
  • ascoltare e assecondare il sottile dialogo esistente fra noi e le nostre case
  • capire quali piccoli o grandi aggiustamenti possano fare la differenza per il nostro benessere

 

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Alba

💙

 

 

 


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