Perché sono qui

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E’ la domanda che continua a risuonarmi nella mente da giorni, dal momento in cui è stato chiaro lo scenario là fuori e si è capito che ci sarebbero volute molte notti per tornare alla vita di prima.

Perché sono qui? Qual è il mio posto in un mondo che ci mette una manciata di ore a trasferire tutto il bene e il brutto di cui è capace da un emisfero all’altro?

Quante parole lette, scritte, dette, digitate, pensate, ascoltate in questi giorni. L’horror pleni e l’horror vacui, scatenati dal fermo immagine sulle nostre vite, ci hanno travolti; e invece di metterci in pausa anche nei pensieri, di lasciare spazio al nuovo e alle domande che possono cambiare tutto, nelle prime settimane di clausura ci siamo tuffati nel fare. Qualunque cosa pur di non sentire il vuoto, la noia e il silenzio; pronti a trasformarci di ora in ora in chef, animatori, cantanti di comunità, personal trainer, dispensatori di consigli di vita in diretta ed esperti di epidemiologia. Disposti a tutto, anche a chiamare dal telefono fisso non so quante persone dimenticate per anni.

Il mio fare compulsivo si è scatenato nel creare liste di ogni genere: per il nuovo allestimento dello studio, per i lavori di casa, per le pulizie profonde divise bene camera per camera; ho fatto di tutto, dagli elenchi dei motivi per essere grata di quello che ho già, a quello che non voglio più fare finita la resa. E stavo dimenticando il catalogo dei desideri delle cose da sperimentare entro i 100 anni, assieme a quello dei vestiti scuri e a sacco da far sparire dalla mia vita.

IMG_5294Solo che più liste faccio, meno cose faccio. Mentre la frase perché sono qui? continua a insinuarsi fra un pensiero e l’altro. Poco fa al tg hanno detto che la curva dei contagi sembra avere avuto una lieve flessione e quella voce che mi segue da giorni si è fatta più forte, quasi si sentisse in pericolo. Forse teme che, tornata la normalità, la domanda possa essere di nuovo riposta in solaio. Non lo sa che è diventata il mio faro, intermittente come tutti i fari, ma dai fasci di luce regolari e perpetui.

Ancora non ce l’ho, la risposta, ma sono sicura che appena smetterò di fare piani (che potrebbero anche non avere un gran senso) sarà tutto più chiaro. E allora questo momento così extra/ordinario avrà avuto un significato e un effetto che va oltre ogni possibile previsione.

Alba

💙💙💙

 


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