I buoni propositi di inizio anno

Buoni propositi: da vecchio rito a nuovo approccio creativo

Per trasformare i nostri consueti propositi di inizio anno in semi di cambiamento duraturo e atti creativi concreti, proviamo ad analizzare brevemente le caratteristiche e gli atteggiamenti interiori di chi “osa” immaginare e costruire il mondo di domani con nuovi criteri di bellezza ed essenzialità, condivisione e pace.

Il coraggio è il primo atteggiamento (per importanza e forza) per un approccio creativo al quotidiano veramente nuovo ed efficace. E’ quell’elemento catalizzatore che permette alle intuizioni, alle visioni più nascoste e ispirate, di superare gli ostacoli interiori ed esterni (le paure nostre e altrui) e di cercare la via della loro manifestazione nella realtà. Si dice spesso che il coraggio non è assenza di paura, ma determinazione a fare ed essere anche in sua presenza. Quante volte ci siamo lasciati sopraffare da timori, dubbi e incertezze e abbiamo lasciato che il tempo si facesse carico al posto nostro delle nostre scelte? Quante volte abbiamo perso treni, rinunciato o ritardato esperienze, prolungato sofferenze… per paura della paura? Ora forse è il momento di imparare ad accettare che paura e coraggio possano convivere armoniosamente. Possano danzare in modo equilibrato nelle nostre vite per aiutarci a sentire e capire quando muoverci e quando attendere, quanta energia spendere o risparmiare, che cosa lasciare andare o custodire per sempre, come vivere il presente e come imparare dal passato. Ci vuole coraggio per andare oltre i propri limiti, per perseguire un’idea ancora non del tutto chiara o per rischiare di scontentare chi attorno a noi ha paura del cambiamento, soprattutto del nostro. Ce ne vuole anche per sopportare i disagi che (a volte) possono accompagnare i periodi di transizione e trasformazione.

Il coraggio ha tanto arretrato da sbrigare nelle nostre vite… e la speranza è in grado di aiutarlo enormemente in questo lavoro di aggiornamento. E’ quella luce a tratti accecante, a volte così flebile da sparire, che illumina la scena di sogni creativi, progetti e visioni. Senza la speranza non si può vivere, è come il respiro. E proprio come lui, non si può reprimere a lungo. Anche nelle condizioni più sfavorevoli della vita, un barlume di speranza è quello che fa intraprendere alle persone un viaggio difficilissimo pur sapendo che potrebbe anche essere l’ultimo. E’ quel motore che spinge persone a immaginare un futuro (e a ottenerlo) quando altri dicono che ormai è finita. La speranza riguarda il futuro, è vero; ma come ho sentito dire ad un bambino molto saggio – di sicuro un sognatore – i suoi effetti fanno star bene già oggi, non riguardano solo il domani.

Infine fede e fiducia, le componenti essenziali di ogni pensiero e atto creativo. La fede costruisce, rende fertile il terreno dei ragionamenti e della pianificazione, protegge dalle interferenze esterne. Chi ha fede nelle proprie intuizioni e le alimenta giorno dopo giorno, non si fa fermare da errori e sviste che inevitabilmente si compiono strada facendo. Chi ha fede impara, migliora e prosegue; intravede passaggi sicuri dove altri vedono solo rocce, deserto o pericoli. La fede inserisce in un quadro armonico gli altri, sé stessi e il Divino, e lo fa in tutte le case e le lingue del mondo. La fiducia, dal canto suo, porta le persone altamente creative a vivere già nel presente l’esito positivo di progetti ancora in corso e alimenta la nostra determinazione a non farci fermare da nulla. Soprattutto da ciò che vediamo attorno a noi ogni giorno. Quando dall’esterno (dalla nostra sfera privata e/o pubblica) ci arrivano prevalentemente messaggi di insoddisfazione, dolore, esaurimento emotivo e fisico, incapacità di governare i problemi o di cambiare direzione… è facile prendere l’onda e adeguarsi allo scontento generale che porta a inazione e rassegnazione. Il pensiero e lo spirito creativo vanno esattamente nella direzione opposta, là dove il lamento generale diventa un brusio di sottofondo che lentamente si allontana fin quasi a scomparire, senza più potere di disturbo sulle nostre idee e sui nostri propositi.

Il cambiamento che tutti attendiamo è già in corso, alcuni ne vivono solo gli aspetti più difficili (l’adattamento e la gestione del caos prima di un nuovo tipo di ordine), altri vivono come se il nuovo fosse già qui, installato e funzionante. In ogni trasloco o in ogni costruzione/ristrutturazione di casa (interiore e non), la fase del disordine/disagio e del non capisco più nulla/non trovo più nulla/non vedo alcun progresso… è inevitabile. Ed è qui che il coraggio unito alla fiducia può dare il meglio, per farci vivere il momento dell’attesa scomoda e del passaggio dal vecchio al nuovo “status” con più leggerezza e speranza.